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Ser Brasilitária é ter a coragem de encontrar o Fio da Meada
Quem lê o mundo e o modo como se organiza, Ouve (através de encontros e conversas) e Vê de maneira aberta e sem pré-conceitos nunca está sozinho.

Ser Brasilitária é acreditar em primeiro lugar em si, nos seus sonhos, empreender e saber que logo ali, encontrará um mundo de possibilidades. Basta ousar e lançar-se ao mundo, saindo de trás dos muros, ir para rua, conversar com todos, seguir caminhos diferentes, trilhas incomuns, sinais, rumores e acima de tudo usar a intuição do que vem a ser a sua maior vocação. Descubra-se. Dispa-se de egos e vaidades. Disponha-se a ser um “pontinho” ligando-se a um outro e formando a grande rede do conhecimento solidário.

Flavia Wass Jornalista e idealizadora do projeto Brasilitária: O Fio da Meada É Um Jeito Brasil de Ler, Ver e Ouvir.

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terça-feira, 30 de abril de 2013

Un po´ di calcio c´era (cronaca di un viaggio nel tempo)

A festa da torcida italiana e brasileira


Por Flavia Wass jornalista

Un po' di calcio c´era

(Cronaca di un viaggio nel tempo)


Se non fosse per lo scenario greco romano sarebbe una partita normalíssima e dove si vede la pala scivolare tra i piedi dei giocatori, si vedono tifosi impazziti e una folla agitata come di solito succede  tutt’oggi.  
In effetti sembrava un giorno uguale a tutti gli altri, di
metà settimana, 
mercoledì, 25 aprile, in un clima gradevole quindi né freddo né  caldo in pieno 2012, ma mi è capitata una bella cosa che non era mai successa prima in vita mia:

guardare la partita del Brasile contro la Roma alle 20 di sera in punto. In seguito avrei scoperto un giorno davvero specialissimo dove mano a mano apparivano le immagini viste nei libri di storia, però di questa volta reali al punto da poter dire ad alta voce per chi volesse ascoltare che stavo facendo una gita veramente indimenticabile.

Roma di sera è brillante e magica, senza paura di esagerare si può chiamarla lussureggiante. Ma le luci che venivano dalle lampadine colpivano gli occhi al punto che era impossibile non sentire di star vivendo  un momento speciale atteso da tempo.
Ora del tutto assorta nel cammino fino ad arrivare allo stadio piano piano mi sono accorta di stare davanti a una lezione di storia a cielo aperto però quella volta a libri chiusi. 
Successivamente,  una  dopo l´altra immagini si presentavano come una valanga per il mio stupore: vie, strade, musei, e ville, opere d´arte, piazze,  palazzi,  monumenti, sculture e così via. subito il nome del professore Voltaire che insegnava storia dell´arte mi fece compagnia fino alla fine. Al punto, oggi di riconoscere come era stata importante una educazione così forte, completa, complessa ma non meno faticosa in quel luogo ebreo chiamato Scuola Israelita Brasiliana dunque particolare nel dettare concetti o purtroppo a volte anche brutti pregiudizi.

Però adesso stavo praticamente approfittando  delle cose buone di quella educazione: mai avrei pensato di stare davanti questi monumenti dal vivo e a colori pur andando ad assistere una partita di calcio. Per cui a  poco a poco ho messo in secondo piano sicuramente la partita senza rendermi conto.
Mentre tutto questo erano davanti me pensavo alla 
trasformazione della società:
più flessibile, femminile, soggettiva, astratta dalla concretezza
oggettiva dove 
niente resta come prima. Comunque un movimento verso il post industriale del quale facciamo parte attiva nel processo del interazionismo contro il positivismo cartesiano. Si aggiunga il fatto che fare parte di un qualcosa come questa giornata non c’entra con il “calcio” in se stesso, ma vale come esperienza, per i tragittifino ad arrivare all´evento principale.
In altre parole vorrei dire dell’ importanza di valorizzare i momenti preziosi piuttosto di vivere pensando a cose tipo “ vale quanto pesa” o meglio dicendo “quanto viene o costa”.

A quel punto la visione offuscata in un sforzo incommensurabile di catturare l´istante già quasi non sopportava tanta informazione visiva mentre arrivavo a piazza della repubblica, e entravo a pochi passi nella via nazionale, la quale culminava proprio nell´ imponenza delricco centro storico dove c´è piazza Venezia.
Un po' più avanti si arriva al Tevere o dall'altra parte al colosseo , oppure alla famosa Fontana di Trevi davanti alla quale infatti eravamo passati e qualcuno aveva gridato il suo nome.
Proprio mentre ragionavo della nostra società 
materialista  il ricordo di una storia raccontata da un mio professore italiano faceva da sottotitolo a questo film: accaduto in occasione di un incontro con Bill Gates a Venezia mentre lui osservava con attenzione i monumenti ma invece di domandare “chi l’ha fatto?”, l´autore, il pittore, lo scultore eccetera voleva sapere quanto costava nel caso potesse acquistarli. Trattandosi di un professore sociologo ha risposto all´altezza della sua "expertise” (parola che va di moda oggi tra gli americani).: _ Non lo so quanto costa ma se vuole sapere chi l’ha fatto, come, quando, volentieri esaudirò la sua richiesta. Alla fine era un po' deluso da  questo personaggio del virtuale e letteralmente per niente reale.

In sintesi erano talmente tante cose concomitanti irresistibili da ricordare  che il mio cervello faceva sinapsi; l´autista non si fermava mai per cui a un dato momento passavamo davanti a Villa Borghese. Con questo sarebbe impossibile negare la filosofia mescolata alla storia e geopolitica d'Italia con apprezzamento speciale alla città greco romana teatro di Omero e Virgilio . 

Intanto la Villa Borghese lo sapevo essere un gran parco della città di Roma che comprende sistemazioni a verde di diverso tipo, dal giardino all´italiana alle ampie aree di stile inglese, edifici, piccoli fabbricati, fontane e laghetti. Non lo credevo che fosse il parco più grande dell´altri ma sicuramente il più centrale.
È il terzo più grande parco pubblico a Roma (circa 80 ettari), dopo Villa 
Doria Pamphilj e Villa Ada e si estende in gran parte sul quartiere Pinciano e in piccola parte sul rione Campo Marzio, divisi dalle Mura aureliane.

Dopo un po' sorge “La Galleria Nazionale D´arte Moderna” l´ha ricordavo come la Più importante collezione italiana di opere contemporanee, tra dipinti e sculture e racchiude tutti i maggiori esponenti dei movimenti culturali Ed artistici Del XIX E XX secoli.

Nel cuore del centro storico finalmente stavamo davanti il
“Foro Romano” per quanto riguarda sua importanza è il nucleo
dell´ antica Roma, la sede della vita politica, giuridica e sociale.
Si trova in via dei Fori imperiali, vicino al “Campidoglio”. Molti sono i resti dell’epoca romanica che hanno grande rilevanza.

Tra di questi posti ricordiamo la “Basilica Emilia”, il lastricato dell'antica strada detta Argiletum, la Curia, l’arco di Settimo Severio, i Rostri dove parlavano gli oratori, la colonna di Foca e il tempio di Vesta, il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio.

Nonostante il pullman avanzava veloce la difficoltà di guardare attraverso il vetro non lasciava gli occhi desistere dal suo lavoro. Eppure non è la stessa cosa quando si cammina.
Da pochi secondi ci eravammo a piazza Venezia di fronte al palazzo dove Mussolini faceva i famosi discorsi nel tempo del nazi fascismo. Per i romani il palazzo Venezia è un luogo per ritrovarsi. A volte l'
appuntamento per il popolo della notte è «sotto il balcone», ed è sottinteso che si tratti del balcone di Palazzo Venezia. In altra occasione sono stata regalata con la mostra del´importante linguista Roland Barthes nel museo “Nazionale di Palazzo Venezia” che ospita grossi mostre.

Più avanti si prende la via corso Emanuele dove  studiavo all master di comunicazione a una scuola di sociologia, la S3 Studium colegatta all'Università La Sapienza di Roma dalla quale facevo parte. Intanto era una strada già conosciuta da me dove il Campo di Fiori, La piazza Navona, Il Tevere, La piazza del Popolo insomma dal primo istante in cui mi sono messa in quella zona ci sono diventati giardino di casa. Vorrei dire, passare in questi posti era stare per sempre a casa quando capitasse di esserci in´Italia. Era spesso una mia sensazione, che verrà registrato nel mio cuore l´emozione vissute dal primo momento in cui ci sono stata lì. Ad esempio della pizza bianca o rosso nel Campo di Fiori, il gelato di yogurt o il gelato insieme la domanda con pana o senza pana, i tempi davanti l´ambasciata francesa aspettando la lezione cominciare.
Comunque il punto forte nella piazza del Campo di Fiori stava per venire ed è 
successo fermarmi davanti al monumento di Giordano Bruno, filosofo che fu bruciato li davanti il popolo senza potere parlare una solo parola perché la sua lingua drammaticamente l´avevano tagliato. Da quando lo potevo immaginare che sarebbe il mio oggetto di studi dopo un tempo già in Brasile? Il filosofo della celebre Liberthas Filosofa dove solo il sapere secondo lui liberta. Però si è vero come lui affermava che con il cervello e le idee siamo capace di “Muovere Mari e Monti”: sperimentavo nella mia pelle.

Infine da pochi passi ci si stava a piazza Navona con l´ imponente palazzo della nostra ambasciata brasiliana. Un detaglio da sottolineare:    ero perseguidata per l´ ambasciate. Inssomma da prima volta quando sono arrivata a Roma, nel 1999 soggiornavo a via palestro nella pensione “Lella” davanti alla Ambasciata Americana cioè tutta un´altra storia da cui fornirebbe diversi capitoli, pieni di episodi  simpatici ma non centra nulla in questa cronaca....   Tornando al punto della piazza Navona: spesso andavo giù alla ambasciata per parlarne con i brasiliani, sapere notizie della mia terra potendo sentirmi acolta “in tese” tra loro compatrioti e confesso non immaginare fare uso di questo sotterfugio purché da quando mi conosco sono sempre stata auto sufficienti. Inoltre era sedersi di fronte al monumento fatto da Bernini, la fonte, il rumore della fonte.... l´acqua mi calmava. Come non pensare alla prima volta in piazza Navona poiché è stata ancora una dei esperienza meravigliosa e troppo particolare da mai dimenticarla.

Si vedeva da lontano che la piazza era affollata di gente ed io accompagnata da una ragazzina 10 anni chiamata Raquel, la figlia di Sara padrona della pensione Lella a via Palestro. In occasione dei giorni festivo della “Befana” lei si ha comportato come si avessi molto più anni da me. Ormai  mi ha invitato ed ero felicissima poi non è bisogno dirlo ma in ogni posto a cui mi sono fermata il legame con la gente o il quartieri sono stati speciale come si loro fossero della mia famiglia di sangue, i miei.
Così la festa della Befana è stata stupenda cioè piena di momenti magici dunque non mi aspettavo 
che nel nostro ritorno di sera ancora avrei visto un avenimento più fantastico che quelo da poco vissuto. Piuttosto avevamo  risolto tornare a piedi non eravammo stanchi e la ragazza mi ha fatto una sorpresa dicendo: _ Senti, dobbiamo entrare in questa via prima di continuare la nostra strada di ritorno a pensione. Era quasi note in quel momento dove il vento si ferma e non lo sappiamo dire si è sei della mattina o di sera. L´ho seguita un po' sfidata ma curiosa come di solito l´ho fa una giornalista. Subito eravamo a Fontana di Trevi considerato uno dei monumenti più bello e famoso del mondo. Da quell'attimo in poi sono in schock da sempre.
Quanto tempo ci siamo stati non lo so, ne quello che 
Raquel parlava perché era l´energia pure la quantità di gente, la gioia, il rumore di fondo suonando come una musica somato all´acqua venuta dalla Fontana, schizzava anche emozione, allegria e la famosa gioia italiana da vivere.  Perché una piccola deviazione preziosa di percorso non si può permettere farla  dato che uno decida godere la vita di forma piena e consapevolmente?

Nel frattempo di questi pensieri un spettacolo prima del principale spettacolo della partita di calcio si fece necessario per completare la vicenda: quel momento del tramonto visto che abbia avuto il bisogno di uscire due ore prima affinché uno ci si arrivasse in tempo.
Ma che tempo? 
Dov'eravamo in verità? Cos'è viaggiare a questa altezza del gioco? Nuovamente il professore sociologo sorge: _ Testa Flavia! Sicuramente con Giordano Bruno riuscirò a capire meglio il suo consiglio.

Insomma le luce mescolati dalla natura fatta da Dio e l´altra delle lampadine scoperta dalla scienza facevano uno spettacolo da parte superando tutto a cui potessi a diritura succedere dopo.
In Brasile alla gente non piace prendere i mezzi pubblici invece in questo caso e nella mia professione di giornalista va di meno o proprio lo è una cosa in più. Quindi tutto dipendi  dell´ otica quando ci sta in viaggio per l´ Europa. Perché il contato con la gente consenta arricchire la nostra cultura oltre sentire la 
beleza del diverso. Misteriosamente sentivo ad ogni secondi il quanto avevo avuto la fortuna di trovare solo gente buone, simpatiche ed amichevole. Sebbene che sia naturale ad ogni caso durante questa camminata diciamo filosofica a volta essere testimone di qualche littigue tra la gente. Però non ci spaventiamo quando accade lì davanti ai nostri occhi a mezzo metro una scenetta dell teatro romanesco poi tutto quello faceva parte del giornaliero. Siccome è l´abitudine generale uno ci si abitua a qualunque situazione come facendo parte di un vero gioco.

 Più avanti  una piramide grandissima  sorgeva facendo subito la sveglia della realtà suonare in mio cervello perché è arrivato il momento di scendere a terra non sapendo al certo a quella altezza dov'ero. Di sicuro non pur essendo brasiliana o una donna ma il calcio restò in secondo piano e vinto sicuramente la bellissima città di Roma.



Lavoro da presentare a lezione Italiano VII prof. Alessandro Mantovani. Cronaca:  aluna Flavia Wass corso lettera e letteratura UFSC
Agradecimento correção: prof. Alessandro Mantovani Lettore del corso italiano UFSC